Monastero di Santa Caterina
Il monastero di Santa Caterina si trova nel cuore della Penisola del Sinai ad un’altezza di 1570 m. Fu costruita nel posto esatto dove, secondo la tradizione, Mosè vide un cespuglio in fiamme, fiamme che non arrivarono a bruciare la montagna Gabal Mousa (Montagna di Mosè), sulla cui sommità, Mosè ricevette le tavole della legge. Il monastero risale ai tempi dell’Imperatore Giustiniano (VI secolo); i muri enormi che ancora circondano il complesso furono eretti in quel periodo.
Fu solo all’inizio dell’ XI secolo che il monastero fu ribattezzato Santa Caterina, una giovane cristiana di Alessandria che morì martire nel IV secolo. Secondo la leggenda, il suo corpo fu scoperto miracolosamente sulla cima vicino al Monte Gabal. Da allora il monte fu conosciuto come Gbala Katherine. Con i suoi 2,637 m è la montagna più alta di tutta la Penisola del Sinai.
Attualmente solo una piccola sezione del monastero è aperta ai turisti. Le aree visitabili sono: la basilica in stile bizantino, con 3 navate ed il famoso “Mosaico della Transfigurazione”; Il Pozzo di Mosè, che è una sorgente dove, sempre secondo la tradizione, il profeta conobbe sua moglie per la prima volta, nel giardino e nei pressi dell’ossario. La biblioteca (seconda soltanto a quella del Vaticano), la Galleria delle icone, l’antico refettorio, il tesoro e la cappella del cespuglio in fiamme, sono tutti posti non accessibili. Il monastero è aperto dalle 9.00 a.m. alle 12.00 a.m., eccezione fatta per venerdì, domenica e giorni festivi. I dieci monaci che vi risiedono seguono la liturgia della Chiesa Ortodossa Orientale.




