Siwa
L’oasi di Siwa è situata tra la depressione di Qattara ed il Mare di Sabbia Egiziano nel deserto Libico. Siwa è un piccolo villaggio, un’oasi a 380 miglia a sud dell’Egitto. Siwa ospita l’antico tempio di Ammon (Amun) dove arrivò Alessandro Il Grande per consultare l’oracolo nel 331 A.C.
Misura circa 80 km di lunghezza e 20 km di larghezza, si tratta di un’oasi isolata di circa 23,000 abitanti, la maggior parte sono Berberi che parlano un’altra lingua chiamata Siwi. Delle 5 principali oasi dell’Egitto, Siwa è quella che si trova più ad ovest. Può essere raggiunta in macchina da Baharia o da Marsa Matruth, sulla costa del Mediterraneo. Se paragonata alle altre oasi, la caratteristica più eclatante del suo paesaggio è la presenza di molti laghi salati che diminuiscono di dimensione durante l’estate.
Il sale impregna il terreno creando un grosso problema. I mattoni di fango che per secoli sono stati usati per costruire interi villaggi, (in arabo vengono chiamati “qasr”, Shali a Siwa, Qasr a Farafra, Qasr Dakhla a Dakhla e Qasr Kharga a Kharga) hanno risentito della pioggia. Soprattutto Shali si è ridotta ad una città in rovine a causa dell’alto contenuto di sale nei mattoni che sono stati impiegati per costruirla.
Ai turisti, la città offre una grande varietà di prodotti: cestini fatti con le fronde delle palme e decorati con fili colorati, vestiti e tessuti ricamati, e poi i famosi gioielli d’argento di Siwa che hanno un gran valore, fra questi ricordiamo le collane elaborate con pendenti di varie forme, grandi braccialetti intarsiati, anelli, e pesanti orecchini con catene e campanelle, essendo piuttosto pesanti da indossare si portano ai lati della testa sospesi da una striscia di pelle.




