Relitti leggendari del Mar Rosso in Egitto: SS Thistlegorm, Rosalie Moller e i tesori sommersi di Abu Nuhas

Il Mar Rosso egiziano è uno di quei posti che ogni subacqueo sogna almeno una volta nella vita. Non solo per la barriera corallina, ma soprattutto per i suoi relitti famosi, che raccontano storie di guerre, rotte commerciali, errori di navigazione e tempeste improvvise. In questo articolo ti porto alla scoperta dei relitti più iconici del nord Egitto: la SS Thistlegorm, la Rosalie Moller e il “cimitero delle navi” di Abu Nuhas, con i relitti Giannis D, Carnatic e Chrisoula K.

L’idea è aiutarti a capire dove si trovano, che tipo di immersioni aspettarti, come organizzare il viaggio (tra Sharm el Sheikh, Hurghada e crociere subacquee) e qual è il periodo migliore per scendere lungo le loro fiancate coperte di corallo.

Relitti famosi in Egitto: dove si trovano e come scegliere la base

I grandi relitti del nord Mar Rosso si concentrano tra la zona di Sharm el Sheikh, lo Stretto di Gubal e la costa davanti a Hurghada e El Gouna. In pratica, per visitarli avrai due opzioni principali:

  • Escursioni giornaliere dai resort di Sharm el Sheikh o Hurghada.
  • Crociere subacquee (liveaboard) con itinerari “Nord & Relitti” che combinano relitti e barriere coralline.

In generale:

  • SS Thistlegorm: spesso raggiunta da Sharm el Sheikh con uscite in barca di una giornata (molto lunga) o in liveaboard.
  • Rosalie Moller: più isolata, quasi sempre inserita in itinerari in barca per sub esperti o tecnici.
  • Abu Nuhas (Giannis D, Carnatic, Chrisoula K): accessibile sia da Hurghada/El Gouna che in crociera.

Sharm el Sheikh: il grande classico per il Thistlegorm

Sharm el Sheikh è la base più comoda se vuoi unire vacanza in resort e qualche immersione “top”. Da qui partono quasi tutte le escursioni sul Thistlegorm e molte crociere “nord relitti & Ras Mohammed”. Se viaggi con chi non si immerge, Sharm è perfetta: spiagge, locali, centri commerciali e una vasta scelta di hotel.

Se stai pensando di usare Sharm come base per le immersioni sui relitti, può essere utile scegliere un resort con centro diving interno o convenzionato, così da semplificare logistica, check dell’attrezzatura e trasferimenti al porto.

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Hurghada ed El Gouna: la porta di accesso ad Abu Nuhas

Per il reef di Abu Nuhas e la Rosalie Moller, molte barche partono da Hurghada o da El Gouna. La città è cresciuta molto negli ultimi anni, con resort moderni, lungomare, ristoranti e locali; è una base ideale se vuoi alternare immersioni sui relitti e giornate di relax.

Se ti interessa un soggiorno più raccolto e orientato al diving, puoi valutare anche le strutture più tranquille verso nord o gli hotel che ospitano centri sub internazionali, spesso molto organizzati su questi itinerari.

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Se ami le immersioni ma vuoi anche esplorare altre zone dell’Egitto, puoi combinare qualche giorno di relax al mare con un itinerario più ampio. Ad esempio, dopo qualche giorno di relitti puoi spostarti verso le barriere coralline del sud, come Marsa Alam, di cui trovi una guida alle zone dove dormire nella pagina dedicata a dove dormire a Marsa Alam.

SS Thistlegorm: il relitto simbolo del Mar Rosso

Foto di Woodym555 da Wikimedia

La SS Thistlegorm è probabilmente il relitto più famoso dell’Egitto. Si tratta di una nave da carico britannica della Seconda guerra mondiale, affondata nel 1941 dopo essere stata colpita da bombardieri tedeschi mentre trasportava materiale militare verso il fronte nordafricano.

L’immersione sul Thistlegorm è un viaggio nel tempo: tra i ponti e nelle stive trovi ancora camion Bedford, moto, scarponi, munizioni, pezzi di locomotive e una quantità incredibile di piccoli dettagli incrostati di corallo. Il tutto avvolto da nuvole di pesci di barriera e, spesso, da grandi carangidi e barracuda.

In termini di profondità, il relitto poggia su un fondale attorno ai 30 m, con la parte più superficiale che risale a circa 16–18 m. Le correnti possono essere sostenute e la visibilità variabile, motivo per cui l’immersione è generalmente consigliata a sub con brevetto avanzato e buona esperienza a queste profondità.

In genere i centri diving propongono due immersioni consecutive sul Thistlegorm: una esterna, per esplorare elica, cannoni e sovrastrutture, e una interna, per entrare nelle stive tra jeep, moto e casse di munizioni. È importante seguire le indicazioni della guida, mantenere un buon controllo dell’assetto e monitorare con attenzione aria e decompressione, perché la voglia di esplorare può far passare il tempo più in fretta del previsto.

Rosalie Moller: immersione profonda per sub esperti

La Rosalie Moller è l’altra grande protagonista dei relitti del nord Egitto, ma con un carattere completamente diverso. È un cargo britannico affondato anch’esso nel 1941 a causa di un bombardamento, e giace in posizione verticale su un fondale che arriva a circa 50–55 m, con il ponte principale intorno ai 35–40 m.

Qui l’atmosfera è più “seria”: la profondità, le possibili correnti e il tempo di fondo limitato fanno sì che questa immersione sia adatta solo a sub esperti con brevetti avanzati e, spesso, con formazione deep o addirittura tecnica. Molti operatori propongono la Rosalie Moller solo in crociera subacquea, proprio per gestire meglio tempi, logistica e sicurezza.

In cambio di queste attenzioni, la Rosalie Moller regala un relitto molto ben conservato, ricoperto di coralli duri e molli, popolato da grandi banchi di pesci vetro, cernie, carangidi e talvolta squali di passaggio. È un’immersione intensa, da programmare con grande cura insieme al centro diving.

Abu Nuhas: il “cimitero delle navi” del Mar Rosso

Lo Sha’ab Abu Nuhas è un reef corallino situato vicino allo Stretto di Gubal, lungo una rotta molto trafficata fin dall’Ottocento. La combinazione di scarsa visibilità in alcune condizioni, secche affioranti e correnti ha reso questo tratto di mare un vero incubo per i comandanti… e un paradiso per i sub di oggi.

In questa zona si trovano diversi relitti, ma i più noti e visitati sono Giannis D, Carnatic e Chrisoula K. Le profondità sono in genere più accessibili rispetto a Rosalie Moller, e le immersioni ad Abu Nuhas sono spesso adatte anche a sub con brevetto di livello intermedio, sempre valutando le condizioni del giorno.

Giannis D: il relitto “fotogenico” inclinato sul lato

Il Giannis D era un cargo che trasportava legname quando, nel 1983, andò a sbattere contro il reef di Abu Nuhas. Oggi giace spezzato in più sezioni, con una parte della struttura inclinata sul lato, ricoperta di coralli e circondata da grandi banchi di pesci.

La profondità varia indicativamente tra circa 6 m e 27 m, il che rende l’immersione accessibile ma comunque impegnativa per la presenza di correnti e passaggi interni stretti. È considerato uno dei relitti più scenografici del Mar Rosso, molto amato dai fotografi sub per le prospettive e i giochi di luce.

Carnatic: storia ottocentesca su un fondale di corallo

La Carnatic è uno dei relitti più affascinanti di Abu Nuhas dal punto di vista storico: una nave inglese dell’Ottocento, affondata nel 1869 mentre navigava tra Suez e Bombay. Trasportava passeggeri, posta e un carico di monete destinate all’India.

Oggi la struttura della Carnatic è ricoperta di corallo e si estende tra circa 10 m e 25 m, con grandi aperture che lasciano entrare la luce e banchi di pesci vetro che riempiono i ponti. È un’immersione molto suggestiva, adatta anche a chi non ha grande esperienza sui relitti ma ha già un buon controllo dell’assetto.

Chrisoula K: la nave delle piastrelle

La Chrisoula K era un cargo greco che trasportava piastrelle di ceramica quando, negli anni ’80, finì sugli scogli di Abu Nuhas. I resti del carico sono ancora ben visibili a bordo, creando panorami particolari e facilmente riconoscibili.

Il relitto si trova più o meno tra 4 m e 27 m di profondità e offre una combinazione interessante di parti esterne coperte di corallo e passaggi interni relativamente ampi (da affrontare sempre con prudenza e in base alla propria esperienza). È una delle immersioni preferite per chi vuole avvicinarsi gradualmente al mondo dei relitti del Mar Rosso.

Quando andare in Egitto per le immersioni sui relitti

Il bello del Mar Rosso è che è una destinazione quasi tutto l’anno, ma per i relitti – soprattutto se prevedi immersioni profonde e più impegnative – è consigliabile scegliere i periodi con clima stabile e mare non troppo mosso.

  • Primavera (marzo–aprile): temperature dell’aria piacevoli, acqua che si riscalda, vento in genere moderato. Ottimo momento per un mix di relitti e barriera. Puoi farti un’idea del clima leggendo anche i consigli su viaggiare in aprile in Egitto.
  • Inizio estate (maggio–giugno): fa più caldo, ma non sei ancora nel picco di luglio–agosto. Ottimo momento per chi non soffre particolarmente il caldo e vuole giornate lunghissime in mare, come spiegato anche nella guida su viaggiare a giugno in Egitto.
  • Autunno (ottobre–novembre): molti sub considerano questo il periodo migliore in assoluto, con acqua ancora calda e aria più fresca. Se ami questo tipo di clima, ti torneranno utili anche i consigli su novembre in Egitto.
  • Inverno (gennaio–febbraio): l’acqua è più fresca ma le condizioni possono essere ancora ottime per i relitti, soprattutto se ti equipaggi con una muta adeguata. Se stai valutando questa stagione, dai un’occhiata alle informazioni su viaggiare a febbraio in Egitto.

L’alta estate (luglio–agosto) è perfetta per chi ama il caldo intenso, ma può risultare un po’ impegnativa per le giornate intere in barca, soprattutto se non sei abituato a temperature elevate e sole forte.

Come organizzare il viaggio: resort o crociera subacquea?

La scelta principale che dovrai fare è tra:

  • Vacanza in resort + uscite giornaliere sui relitti.
  • Crociera subacquea (liveaboard) con itinerario dedicato ai relitti del nord.

Se viaggi con amici o famiglia che non si immergono, la soluzione resort a Sharm o Hurghada più uscite diving può essere la più equilibrata: tu vai sui relitti, gli altri si godono il mare e le escursioni sulla terraferma.

Se invece la priorità assoluta sono le immersioni, una crociera settimanale ti permetterà di concentrare più tuffi sui relitti principali (Thistlegorm, Abu Nuhas, Rosalie Moller) e contemporaneamente visitare alcuni dei migliori punti di barriera del nord.

Per la parte burocratica (documenti, eventuali avvisi sulla sicurezza, normativa sanitaria aggiornata) prima di prenotare è sempre una buona idea consultare il sito ufficiale della Farnesina Viaggiare Sicuri, che riporta informazioni aggiornate sull’Egitto.

Quando confronti le offerte, tieni d’occhio:

  • Numero di immersioni sui relitti e sulla barriera.
  • Tipo di barca e servizi a bordo (spazio, ombra, bombole, nitrox se disponibile).
  • Dimensione dei gruppi e rapporto guida/sub.
  • Composizione del programma: quanti giorni dedicati ai relitti rispetto agli altri siti.

Attrezzatura, brevetti e sicurezza: cosa serve davvero

Le immersioni sui relitti del nord Egitto richiedono una preparazione adeguata, ma non sono tutte uguali. In generale:

  • SS Thistlegorm: consigliato brevetto avanzato (o equivalente) e, se possibile, specialità deep e wreck per affrontare al meglio profondità, correnti e penetrazioni.
  • Rosalie Moller: immersione per sub molto esperti, spesso affrontata con profili profondi o decompressione. In molti casi è raccomandata o richiesta formazione tecnica.
  • Abu Nuhas (Giannis D, Carnatic, Chrisoula K): accessibili a chi ha già confidenza con profondità intorno ai 25–30 m e buona gestione dell’assetto.

Attrezzatura consigliata (oltre al classico set jacket/regolatore/muta):

  • Computer subacqueo personale, meglio se con gestione nitrox.
  • Torcia principale (e una di riserva) per penetrare nei relitti in sicurezza e goderti i dettagli interni.
  • Octopus in perfette condizioni e manometro ben leggibile.
  • Boa di segnalazione (SMB) e mulinello per eventuale risalita in corrente.
  • Eventuale muta semistagna o spessore maggiore nei mesi più freschi.

Molti centri sub del Mar Rosso offrono la possibilità di noleggiare parte dell’attrezzatura, ma per sicurezza e comfort è sempre meglio viaggiare almeno con maschera, computer, muta e torcia personali. Se non ti senti sicuro delle tue competenze, puoi cogliere l’occasione per conseguire una specialità wreck o deep direttamente in Egitto, concordandola con il diving prima della partenza.

Per quanto riguarda hotel e strutture, verifica sempre in anticipo servizi, posizione e condizioni: le informazioni possono cambiare nel tempo, quindi considera le descrizioni solo come indicazioni di massima e controlla sempre i dettagli aggiornati prima di prenotare.

Cosa mettere in valigia per un viaggio ai relitti del Mar Rosso

Oltre alla documentazione di viaggio e alla classica attrezzatura sub, ci sono alcuni elementi che rendono la vita molto più semplice a bordo di una barca diving o in resort:

  • Abbigliamento leggero in cotone o lino, con qualcosa di più caldo per la sera (soprattutto in inverno e inizio primavera).
  • Costumi di ricambio e un telo in microfibra che si asciuga rapidamente.
  • Cappellino, occhiali da sole e crema solare ad alta protezione (meglio se adatta anche a un uso più sostenibile per il mare).
  • Antivento leggero o felpa: a bordo, dopo più immersioni, l’aria può sembrare fresca anche con il sole.
  • Piccolo kit di medicinali personali (inclusi rimedi per disturbi intestinali e mal di mare, previo parere medico).
  • Ciabatte antiscivolo per la barca e scarpe comode per gli spostamenti a terra.
  • Adattatore per le prese elettriche e power bank per ricaricare torce e dispositivi.

Per chi viaggia in inverno o nei mesi più freschi (gennaio, febbraio, a volte marzo) può essere utile una muta da 5–7 mm o semistagna, soprattutto se prevedi molte immersioni in pochi giorni. Nei mesi estivi e di mezza stagione, una 3–5 mm è in genere sufficiente per la maggior parte dei sub.

Domande frequenti sui relitti famosi in Egitto

Serve essere sub esperti per vedere questi relitti?

Dipende dal relitto. Per SS Thistlegorm e soprattutto Rosalie Moller è fortemente raccomandata una buona esperienza, brevetto avanzato e confidenza con profondità sulla soglia dei 30–40 m. I relitti di Abu Nuhas hanno profondità più “gestibili”, ma è comunque importante avere una solida esperienza in mare aperto e seguire attentamente la guida.

Si può fare tutto con base a terra o serve la crociera?

Molti sub scelgono di vedere il Thistlegorm con una escursione giornaliera da Sharm, mentre per visitare più relitti in una settimana, combinando anche corallo e altri siti, la crociera subacquea è la soluzione più comoda. Molto dipende da quanto tempo hai, dal budget e da quanto vuoi che il viaggio sia incentrato sulle immersioni.

Posso portare con me chi non fa immersioni?

Sì, se scegli un resort a Sharm o Hurghada e ti affidi a un centro diving che organizza le uscite per i relitti. In questo modo, mentre tu sei in barca, il resto del gruppo può godersi spiaggia, piscina e magari qualche escursione nella zona. Se invece opti per la crociera subacquea, in genere è un viaggio pensato quasi esclusivamente per subacquei.

Quanto tempo dedicare al viaggio?

Per esplorare con calma i principali relitti (Thistlegorm, uno o più relitti di Abu Nuhas e magari la Rosalie Moller) l’ideale è avere almeno 7–10 giorni, così da includere uno o due giorni di arrivo/partenza e qualche margine per eventuali cambi di programma dovuti al meteo.

Con una buona pianificazione, un centro diving affidabile e il periodo giusto, i relitti famosi dell’Egitto possono diventare il cuore di un viaggio che combina storia, mare e immersioni tra i più memorabili della tua vita subacquea.

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